AZEROprint Stampa online - Tipografia digitale

Stampa online - Tipografia digitale - AZEROprint
Professionisti delle arti grafiche

I 5 font più amati di sempre. Da chi scrive, disegna… o stampa!

Chi “non è del mestiere” forse ci fa poco caso, ma i caratteri con cui si scrive, si progettano loghi e in generale si imbastiscono progetti grafici, rappresentano un elemento comunicativo davvero importante. In questo articolo andremo a identificare quelli che a nostro parere sono i cinque font più importanti di sempre, per la loro storia e il contributo che hanno portato al mondo della stampa sino ad oggi. Buona lettura!


Facciamo chiarezza: il font o la font?


Prima di addentrarci in maniera specifica nel mondo dei caratteri tipografici, è importante sciogliere un interrogativo che attanaglia molti addetti ai lavori della stampa e dintorni: la parola “font” vuole il maschile o il femminile?

A venire in nostro soccorso è l’Accademia della Crusca, che ha finalmente messo un punto al tanto discusso dibattito: si usa il maschile quando ci si riferisce all’ambito informatico e digitale, mentre il femminile quando si fa riferimento a quello tipografico.

Questa risposta, a ben vedere, ha una motivazione facilmente rilevabile nell’origine linguistica del termine, a seconda del contesto in cui è impiegato.

Nel caso dell’uso al maschile, il motivo è legato al fatto che la maggior parte dei tecnicismi informatici prendono origine da termini inglesi neutri, mentre al femminile ci si riferisce al termine medievale francese “fonte”, ovvero “fusione” (per ricordare il processo con cui anticamente prendevano vita i caratteri di stampa). 

Un’ulteriore specifica della Crusca, comunque, è che è sempre importante fare fede anche all’uso effettivo che i parlanti fanno del termine: in questo caso, il maschile vince a mani basse sul femminile (che pare destinato, gradualmente, a scomparire), forse anche anche per l’uso sempre più massivo che si fa della terminologia informatica.

E chi siamo noi per contraddire la Crusca? Per praticità, all’interno di questo articolo ci atterremo quindi a quest’ultimo approccio, utilizzando sempre il termine al maschile

Ecco, quindi, i cinque font più amati di sempre. O perlomeno i più amati da noi! 
 

Garamond: la base dell’editoria moderna


La nascita di questo iconico font si attesta a prima della metà del XVI secolo, per opera del tipografo francese Claude Garamond che progettò a Parigi - su commissione di Francesco I di Francia - una serie di caratteri mobili che trasmettevano a un primo impatto grande equilibrio e facilità di lettura.

Nel 1958, a seguito di diverse rivisitazioni, Giulio Einaudi volle conferire una nuova veste grafica alle sue edizioni e così adottò il Simoncini Garamond. Tutt’oggi, questo font rappresenta probabilmente il carattere più adottato per scrivere e stampare libri.
 

Helvetica: quando neutro è bello


E dove poteva nascere l’Helvetica, se non in Svizzera
Lo suggerisce anche il nome, non tanto perché Helvetia è il nome antico della Svizzera, quanto perché l’attitudine storicamente neutrale di questa nazione si riflette anche nel carattere a cui ha dato vita.

L’Helvetica, infatti, si presenta come un font semplice, essenziale e che lascia molto spazio al bianco. 

Proprio per questa sua peculiarità, che lo pone pienamente al servizio del contenuto, è utilizzato spesso in ambiti in cui il concetto deve risaltare, o dove le parole non devono “rubare la scena” al contributo grafico.

Probabilmente Max Miedinger, quando li ideò nel 1957, non avrebbe mai immaginato che i suoi caratteri avrebbero fatto il giro del mondo, tanto da diventare anche un modello di costume.

Oggi, in ambito pubblicitario, si usa spesso con ironia l’intercalare “… però in Helvetica” per identificare qualcosa che, seppur privo di contenuto, acquisisce valore solo perché scritto con questo font. 

Ciò significa che l’Helvetica ha “fatto il giro”, e dal rappresentare un semplice carattere di servizio, è passato ad essere sinonimo di prestigio proprio perché nella sua storia è sempre stato associato a contenuti di valore. 

Bodoni: virtù tutte italiane


Il font che più di tutti incarna il concetto di modernità, è nato in Italia, per la precisione in Emilia.

Ci ha pensato Giambattista Bodoni - direttore della Tipografia Reale di Parma - a disegnarlo, nell’ormai lontano 1798.

Si tratta di un carattere che porta con sé le quattro qualità identificate dal suo ideatore per un alfabeto perfetto (regolarità, bellezza, nitidezza e buon gusto), infatti tutt’oggi è uno dei caratteri più usati dall’editoria. 

Il Bodoni continua a essere sinonimo di pulizia e freschezza, che non subiscono l’influsso del tempo e delle mode. 

Futura: un eterno sguardo sul domani


Paul Renner ha progettato il font Futura nel 1927 per la fonderia Bauer di Francoforte, ispirandosi all’estetica del costruttivismo sovietico e del Bauhaus. 

Da quel momento il carattere è stato utilizzato soprattutto per promuovere la modernità e trasmettere semplicità, tanto da essere stato adottato nella targa lanciata nel 1969 sulla Luna dagli astronauti dell’Apollo 11.

Basato sulle tre forme essenziali del cerchio, del quadrato e del triangolo, il Futura è comparso in tempi più recenti nel logo della RAI e nei cartelli delle stazioni delle Ferrovie dello Stato italiane. 

Gotham: da GQ a Obama

Il più recente tra tutti i font elencati in questo articolo, è il Gotham. 

Nato nel 2000 dalla mente - e dalle mani - del type-designer Tobias Frere-Jones, commissionato dalla rivista GQ che era alla ricerca di una rivoluzione d’immagine anche attraverso un carattere “maschile, nuovo e fresco”, che conferisse autorevolezza agli articoli.

Così, in omaggio alla città di Batman (ispirata a sua volta a New York, da cui Frere-Jones ha tratto ispirazione per riprodurre graficamente lo spirito razionalista che la caratterizzava a metà del XX secolo) nasce questo font dal carattere lineare e minimalista, oltre che dalla struttura geometrica.

Impossibile non ricordare che, dopo GQ, il Gotham è stato utilizzato in maniera decisamente “vincente” anche dalla campagna elettorale dell’ex presidente Obama. 

In questo caso, un look semplice e incisivo per messaggi chiari e diretti. 

 

Qualunque sia il tuo font, stampalo da AZEROprint


Probabilmente leggendo questo articolo si è capito: la tipografia per AZEROprint non è solo un lavoro, ma anche - e soprattutto - una passione!

Per questo, garantiamo a tutti i nostri clienti il massimo della cura nello stampare prodotti cartacei o qualsiasi altro tipo di supporto in cui lettere, grafica e colori faranno da protagonisti. 

Con noi, ciò che vuoi comunicare sarà al sicuro! Visita il nostro sito web per saperne di più.