Ciao! È difficile inquadrare con precisione il mio ruolo. Potrei definirlo come “Responsabile Marketing e Produzione”, ma in realtà c’è ben di più. Fondamentalmente, faccio ciò che serve! Mi occupo a 360° di tutto ciò che riguarda il mondo AZERO: produzione, manutenzione macchine, marketing e comunicazione, preventivi e rapporto con i clienti. Le mie competenze, infatti, sono trasversali: quando nel reparto produzione non ci sono particolari urgenze, posso concentrarmi sugli aspetti commerciali e la manutenzione del sito web, il punto nevralgico della nostra vendita. Quando invece le giornate sono piene - e lo sono spesso, perché le urgenze sono all’ordine del giorno - mi dedico al lavoro d’ufficio durante le sere. Diciamo che non mi fermo mai, ma è questo il bello!
Da circa sei anni, da quando ne avevo diciannove. Dopo una prima esperienza alla scuola di geometri a Bassano, ho capito che i miei interessi erano ristretti a un singolo settore. Ho così iniziato a frequentare la Scuola di Grafica Scotton a Breganze: la mattina mi dedicavo alle lezioni in classe, mentre il pomeriggio “facevo pratica” in AZEROprint. Ho sempre considerato una grande fortuna il fatto di avere alle spalle un’azienda familiare che potesse darmi spazio, infatti in poco tempo mi sono appassionato al mestiere e quando ho terminato le scuole non c’ho pensato un attimo a iniziare a lavorare a tempo pieno.
È dinamico! Non esiste mai una giornata uguale a un’altra, i progetti sono sempre diversi e anche… i problemi da risolvere! Ma è questo che mi piace, la sfida. Più cresco, più mi rendo conto che le responsabilità fanno per me: che si tratti di controllo qualità sui prodotti, o dell’affiancamento ai ragazzi in produzione, non sento minimamente la pressione delle decisioni che mi trovo a prendere. Attualmente, i responsabili produzione siamo io e mio papà (Tiziano Spagnolo, titolare, NdR), ma sono consapevole che non sarà così per sempre. Quindi, faccio del mio meglio per “imparare dal migliore”.
Avrò avuto vent’anni e avevo appena iniziato a lavorare in azienda a tempo pieno. Abbiamo partecipato al Print for All di Milano (importante fiera del settore, NdR) e i responsabili di HP ci hanno accolto con una sorpresa inaspettata: la proposta di dotarci di una nuova macchina che ci avrebbe permesso di stampare in formato 50x70, consentendoci così di “fare il salto” da centro stampa a tipografia. Si è trattato di un grande motivo di soddisfazione per tutta l’azienda, in quanto non tutti rientrano negli standard in grado di sostenere un simile cambiamento, anche dal punto di vista economico. Per me, è stato un “ingresso col botto” che mi ha fatto toccare con mano quanto il futuro di AZEROprint fosse ricco di prospettive esaltanti.
Beh, diciamo che non vorrei mai più trovarmi in una situazione come quella del 2020 in piena pandemia: in un attimo, abbiamo ridotto di 4/5 il nostro fatturato mensile, con i costi delle macchine sulle spalle e i nostri ragazzi tutti a casa. Per dare un’idea, siamo passati da seicento ordini mensili a meno di un centinaio. Siamo riusciti a stare a galla, adattandoci alle richieste e accodandoci anche noi alla produzione di divisori in plexiglass e adesivi da terra. Abbiamo certamente sviluppato resilienza e capacità di problem solving, ma quanto è stato bello tornare alla normalità!
Durante gli studi ho fatto uno stage in un etichettificio, percorso che mi ha lasciato molto anche per ciò che riguarda le attuali necessità di AZEROprint. Una delle nostre intenzioni, per il prossimo futuro, è infatti quella di implementare il servizio di stampa etichette, il cui mercato è in rapida crescita.
Pensando ad altre esperienze, anche se non riguardanti strettamente il mondo della stampa, ma comunque propedeutiche al mio attuale ruolo in AZEROprint, vorrei citare anche un viaggio di tre mesi che ho fatto negli Stati Uniti, a Santa Barbara: oltre ad essermi divertito da matti, ho potuto migliorare il mio inglese, grazie al quale oggi riesco a comunicare agilmente anche con clienti e fornitori esteri.
Sono convinto che il mondo della stampa si sposterà verso due principali direzioni: tirature sempre minori e, ovviamente, il digitale.
Come già accennato in precedenza, inoltre, si sta ampliando molto il mercato delle etichette, affiancato a quello del packaging. In questi termini, prevediamo di aprirci anche a questi ambiti - che non gestiamo ancora pienamente - nel prossimo futuro, affiancandoli a piccolo e grande formato in cui siamo tra i leader degli stampatori in Italia.
Infine, impossibile non menzionare la sempre crescente attenzione dedicata al tema della sostenibilità: sempre più tipografie si stanno dotando di macchinari progettati per ridurre i consumi e inquinare il meno possibile, come è capitato a noi con HP Indigo 15K (a questo link, potete leggere un approfondimento in merito, NdR). Oltre alla dotazione tecnologica orientata alla tutela dell’ambiente, in AZEROprint siamo anche molto attenti al processo di smaltimento della carta, che in una tipografia moderna non può essere mai dato per scontato.
Il mio sogno è quello di rendere AZEROprint un colosso della stampa internazionale. La sparo grossa: 15 milioni di fatturato e quaranta dipendenti. Il tema non è arricchirsi, ma portare il proprio valore a più persone possibile. È così che mi immagino a sessant’anni.
A questa domanda mi viene da rispondere col primo ricordo che ho di AZEROprint: mi rivedo a otto anni, mentre saltello tra le macchine e ficco il naso ovunque, in mezzo a fogli e inchiostri. Quando i miei genitori hanno intuito che la mia curiosità di bambino si stava trasformando in passione, non hanno esitato un secondo a investire ulteriormente per dare forma a una realtà in linea anche col mio futuro.
Il ricambio generazionale non è un tema da dare per scontato nelle aziende a gestione familiare, ma nel mio caso posso dire che si tratta di una responsabilità “di famiglia” che si è trasformata in obiettivo personale.
Amo viaggiare. Oggi ancora di più, perché posso farlo assieme ad Alice, la mia fidanzata.
Per fortuna posso traghettare questa passione anche nel lavoro: recentemente, ad esempio, sono stato a Dusseldorf per partecipare a Drupa, un’importante fiera di settore (di cui abbiamo parlato in questo articolo NdR).
Ringrazio tutti i clienti per la loro fiducia e desidero ricordare loro che, dietro al nome AZEROprint, c’è il lavoro appassionato di un team di 15 persone che ogni giorno fa del proprio meglio per accontentarli.