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storia giochi da tavolo

La storia del gioco da tavolo: un fenomeno di intrattenimento che cavalca le epoche

Chiunque, sepolto nei cassetti o in bella vista sugli scaffali, possiede almeno un gioco da tavolo. Si tratta di uno dei passatempi più diffusi nel mondo, che da semplice intrattenimento ludico si è imposto attraverso le epoche come vero e proprio fenomeno culturale e sociale, tanto da essersi guadagnato il soprannome di “gioco di società”. È adatto a qualsiasi situazione: per celebrare un momento in famiglia, una serata tra amici o un semplice tempo di svago. Il minimo comune denominatore è comunque sempre lo stesso: creare condivisione, attraverso il divertimento che stimola la mente. Anche se tutti ne possiedono almeno uno, in pochi probabilmente conosceranno la storia e l’evoluzione del gioco da tavolo attraverso le epoche. É questo il tema che cercheremo di approfondire in questo articolo.


Partiamo dal principio: cosa sono, oggi, i giochi da tavolo?


Conosciuti anche come giochi di società - perché coinvolgono almeno due giocatori - o giochi in scatola - per il contenitore all’interno del quale, solitamente, vengono riposti - i giochi da tavolo “moderni” sono composti da una serie di elementi essenziali per renderli degni di questo nome:

  • Il tabellone, ovvero la superficie che, stesa sul tavolo, ospiterà lo svolgersi del gioco. Vi ricordiamo che potete scoprire il nostro servizio di stampa di piani da gioco pieghevoli a X o a Z;
  • Le istruzioni con gli obiettivi del gioco;
  • Gli eventuali dadi, una piccola clessidra se il gioco prevede tra le sue regole anche la presenza di un tempo specifico e, se necessarie, le carte. In merito a quest’ultimo elemento, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento sull’interessante mondo delle carte da gioco e sui servizi che offriamo per la loro stampa;
  • I segnalini - o pedine - per fissare l’avanzamento dei vari partecipanti all’interno del tabellone;
  • Altri eventuali accessori speciali legati alle specificità del gioco in questione.

 

Le origini dei giochi di società: si inizia sempre in Egitto


Gli Egiziani sono stati davvero la culla della civiltà moderna. Hanno inventato di tutto e dato vita a scoperte, dall’ambito antropologico a quello scientifico, che influenzano tutt’oggi il nostro pensiero.

Anche il gioco da tavolo, seppur non se ne abbia assoluta certezza, pare abbia avuto origine proprio nella civiltà dell’Antico Egitto.

Si chiamava “senet” ed è considerato a tutti gli effetti un antenato del backgammon.

I numerosi reperti archeologici risalenti al Medio e Nuovo Regno testimoniano la funzione multipla del gioco: di sfida innanzitutto, ma anche di passaggio dalla vita terrena all’Aldilà (il termine Seneto /Sen'to/Senat significa infatti proprio “passaggio”).

In un primo momento praticato solo dai faraoni, attorno al 1500 a.C. pare che il gioco iniziò ad essere praticato da tutti, assumendo anche un significato religioso: si cominciò infatti a credere che le sorti dopo la morte fossero legate al risultato di una partita giocata proprio tra il defunto e il Destino in persona, e ciò spiega anche il motivo per il quale in molte tombe (per la prima volta fu raffigurato in quella di Merknera) fossero state trovate molte immagini e spiegazioni di partite di senet.

 

Gli antichi romani: antenati anche nei giochi da tavolo

 

Anche gli antichi romani pare fossero particolarmente attratti dal gioco da tavolo, e a testimoniarlo sono gli scritti di Marco Terenzio Varrone e Ovidio.

Il primo, nelle sue opera parla del Ludus Latrunculorum, gioco che all’epoca pare fosse molto in voga e che può essere inteso come una sorta di antenato della dama moderna.

Ovidio, all’interno dell’opera “Ars Amatoria” cita invece Ludus Duodecim Scriptorum, anche in questo caso qualcosa di simile al backgammon.

 

In India, l’origine degli scacchi

 

In India, invece, attorno al sesto secolo d.C. pareva essere molto in voga il Chaturanga, una sorta di precedessore dei moderni scacchi, le cui regole vennero tuttavia fissate in maniera definitiva nel 1400 d.C. in Italia e in Spagna grazie alla loro diffusione attraverso la Via della Seta.

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L’approdo del gioco da tavolo nell’epoca moderna

 

In Europa i giochi da tavolo videro la loro massima espansione nel Medioevo ma ancora di più nel Rinascimento, coinvolgendo tutti i ceti sociali.

I nobili e i membri del clero amavano particolarmente gli scacchi, gioco che allenava particolarmente le loro capacità mentali e strategiche.

All’interno dei salotti borghesi e nelle taverne, invece, si prediligevano i giochi d’azzardo come i dadi o i giochi di carte.

Con l’avvento dell’Illuminismo, ai giochi da tavolo venne anche attribuito un valore civico, educativo e culturale, e questo contribuì ad accelerare la loro diffusione all’interno dell’intera società.

Per giungere allo sviluppo dei moderni giochi da tavolo come li conosciamo oggi, dobbiamo attendere il XX secolo, con The Landlord’s Game ad aprire le danze nel 1904.

Di cosa si tratta? Vi basti sapere che, una volta brevettato e poi venduto, da questo gioco hanno preso vita nomi come il Monopoly nel 1935 (che in Italia si chiamerà Monopoli fino al 2009).

 

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